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RISONANZA E CAMPI MORFICI

L'ipotesi di Rupert Sheldrake corrobora l'idea di una coscienza collettiva, ovvero immagazzinata collettivamente come una sola mente, fuggendo dalla prigionia del cervello e del corpo di singole persone.

L'idea è che ogni membro di una specie, attinga alla memoria collettiva della specie stessa e a sua volta contribuisca al suo ulteriore sviluppo, attraverso una "risonanza" fra gli individui e i gruppi di quella specie; nel caso umano, la risonanza tra gli individui e i loro gruppi familiari, razze, etnie etc.

Sheldrake avanza l'ipotesi che i "campi ricordi" non siano effettivamente memorizzati nel cervello, ma piuttosto che possano essere memorizzati in un campo di informazioni al quale si può accedere mediante il cervello.

Secondo la teoria di Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite da altri membri della stessa specie. Così, se una buona parte dell'umanità raggiunge un certo livello di evoluzione, questa si estenderebbe per risonanza morfica ad altri gruppi, coinvolgendo quindi l'intero sistema.

Ogni trasformazione individuale comporta una modificazione del sistema e chi si trova all'interno di questo sistema viene inevitabilmente coinvolto. Cominciamo quindi a trasformare noi stessi.

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