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LA SUPERVISIONE DEGLI OPERATORI DI AIUTO

I bisogni di supervisione degli operatori dei servizi socio-educativi e socio-sanitari sono in gran parte riconducibili alla necessità di uno spazio e di un tempo dove poter rivisitare i significati sottesi al proprio agire professionale, ed alla propria intenzionalità educativa nel quotidiano della relazione con l’utenza (A. Sumini).

L’accompagnare attraverso il proprio agire educativo i processi di cambiamento degli utenti e dei loro contesti, richiede azioni che coinvolgano non solo i singoli individui, ma anche i loro sistemi relazionali ed i loro contesti territoriali di appartenenza.

In questo senso, appare indispensabile:

-saper tener conto della complessità che caratterizza la relazione educativa sia all’interno di contesti di normalità, sia all’interno di contesti rivolti all’accoglienza di situazioni di sofferenza e di disagio;

-saper riconoscere e prendere atto dei diversi elementi che caratterizzano tale complessità come azioni di un agire professionale in grado di produrre interventi che rappresentino una concreta opportunità evolutiva non solo per gli utenti, ma anche per l’educatore, il contesto, l’organizzazione, l’equipe;

-saper costruire interventi che non si riducano a semplici richieste di adeguamento a modelli predefiniti di bambino, di adolescente, di adulto, di vecchio, di educatore, ma che rappresentino una reale opportunità di riconoscimento dei significati che ogni persona, all’interno della propria storia ed esperienza, attribuisce agli eventi relazionali che la coinvolgono;

-saper co-costruire coerenza tra l’agire del singolo operatore, dell’equipe o del gruppo di

lavoro, con un’intenzionalità educativa rivolta alla ricerca di un dialogo tra le diverse possibili interpretazioni della realtà dei partecipanti alla relazione;

-saper sviluppare la capacità di ripensare costantemente i significati delle proprie esperienze educative, individuali e sociali, delle proprie teorie e del ruolo che esse assumono nella relazione con l’altro.

Possono essere affrontate in sede di supervisione educativa, mediante l’osservazione di ciò che accade nel quotidiano dell’intervento educativo:

-la consapevolezza e l’intenzionalità dell’agire professionale del singolo e dell’equipe, e le finalità con le quali si agisce e interviene nella relazione con l’altro;

-i significati, individuali e di gruppo, consapevoli e inconsapevoli, espliciti e impliciti, che vengono scambiati all’interno della relazione con l’altro;

-il lavoro d’equipe come metodo e strumento di realizzazione della relazione e dell’intervento educativo;

-la capacità di progettazione, intesa come elaborazione dell’esperienza compiuta e anticipazione futura della relazione e dell’intervento

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