EMERGENZE SPIRITUALI

La mia formazione di base è in psicoterapia sistemico-relazionale, per intenderci terapia di coppia e familiare. Un tempo lavoravo in Toscana e nel nord Italia, avevo un centro di terapia familiare, insegnavo nell'università di Parma e nelle scuole di specializzazione, ero Consulente in Tribunale.

Nel 2006 però accade nella mia vita qualcosa di molto forte, una serie di eventi inattesi e drammatici che mi portarono in seguito a trasferirmi in Puglia, ma che prima generarono in me quello che Stanislav Grof ha chiamato “emergenza spirituale”.


Che cos’è una esperienza di emergenza spirituale?

 

E’ una specie di terremoto psichico, che di solito avviene proprio in concomitanza con eventi dolorosi ed emotivamente intensi.

 

Così può accadere che una persona improvvisamente percepisca il mondo in modo completamente diverso da prima, entrando in contatto con energie interne ed esterne completamente sconosciute.

 

Cominciavo già ad intravedere l’ospedale psichiatrico, perché tutto quello che sperimentavo assomigliava paurosamente ai sintomi di un crollo psicotico e quindi, per correre ai ripari, decisi di intraprendere io stessa un percorso interiore (pur avendone già completato uno in passato, per ultimare la mia formazione).  Ma dato che come terapeuta sistemico relazionale conoscevo le tecniche basate sulla comunicazione (insomma, tutti i trucchi del mestiere), scelsi di intraprendere un percorso che si basasse su presupposti completamente diversi, ovvero quelli della psicologia del profondo.


Fu così che quello che inizialmente sembrava un disastro si rivelò una potente esperienza di trasformazione. Compresi che la mia non era pazzia ma una emergenza spirituale che chiedeva di essere ascoltata. Scoprii l’Anima, e non intendo in senso religioso, venni piuttosto finalmente in contatto con quella parte che è più del nostro corpo e più della nostra mente, la parte più profonda e al tempo stesso più elevata di noi, l’energia che tiene insieme le nostre cellule, i nostri pensieri e le nostre emozioni. Il modo in cui la chiamiamo dipende solo dalla nostra cultura, ma la sua essenza semplicemente “è”.


Iniziai allora a lavorare in modo completamente diverso con le persone, smettendo di applicare principi teorico-metodologici ortodossi e praticando invece io stessa ricerca, per creare un mio personale modo di lavorare integrando corpo, emozioni, pensieri e anima.

 

Ecco, oggi sono qui proprio per parlarvi di questo, e per portarvi la mia esperienza professionale che, come avrete capito, scaturisce non solo dalla mia formazione accademica ma soprattutto dalla mia umanità, con tutto quello che comporta.