APPROFONDIMENTO:

IO E COSCIENZA

Tutto ciò che ordinariamente conosciamo di noi stessi rientra nel campo che viene definito “Io”. 

Ognuno di noi pensa di sapere bene chi è. Questo senso di identità lo mettiamo insieme sommando i nostri ruoli, quello che facciamo, ciò che ci piace e quello che detestiamo, le nostre idee politiche o filosofiche, i nostri valori, le nostre convinzioni. Io sono, io faccio, io credo che… io, io, io.

Però da qualche parte sospettiamo che le cose non stiano solo così: noi non siamo soltanto il nostro Io, ma una vera e propria comunità di voci interiori che, talvolta, ci spingono a ripetere errori che sappiamo essere tali, ma che non riusciamo ad evitare. Altre voci interiori invece, ci guidano a volte verso intuizioni geniali o persino premonizioni, mettendoci in grado di "conoscere senza sapere".

Questo suggerisce che noi siamo solo parzialmente consapevoli del nostro mondo interno che, a quanto pare, è piuttosto popolato. La domando giusta, anche se grammaticalmente scorretta,  potrebbe essere non “Io: chi sono?” ma “Io: chi siamo?


La coscienza dell’Io, dunque, è solo una delle voci interne, ma non l’unica. Altre sollecitazioni ci provengono dalla nostra sfera profonda personale e derivano da tutte le nostre esperienze dal concepimento ad oggi. Altre ancora ci provengono dalla sfera profonda collettiva, e riguardano il patrimonio di esperienze che il genere umano ha maturato fin dall’inizio dei tempi, esperienze che come vedremo si sintetizzano nei simboli e nei miti. Voci molto antiche…

 

La coscienza si affaccia sull’infinitamente profondo (la parte istintuale, viscerale) e al tempo stesso sull’infinitamente elevato (la parte spirituale, misteriosa per sua stessa natura). La consapevolezza allora è il processo di esplorazione interiore che ci porta in quella dimensione di luce nella quale l’Io è immerso, è come un’astronave che parte dall’Io per portarci verso il centro del nostro universo: il Sé

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