APPROFONDIMENTO:

LE EMOZIONI, IL PONTE TRA NOI E IL MONDO

Il nostro essere tende naturalmente all’equilibrio e all’armonia, e ricerca attivamente il benessere con tutti i mezzi a disposizione.

Quando esperienze ed emozioni fluiscono insieme armoniosamente, sperimentiamo un senso profondo di consapevolezza e di stabilità, anche di fronte agli ostacoli e alle difficoltà. 

Quando invece il flusso delle emozioni non è più armonico, si ostruisce o addirittura si blocca, quelle emozioni si inscrivono nel corpo, lo segnano, lo trasformano, incidono rughe di espressione o determinano vizi posturali, possono provocare un malessere transitorio o arrivare a esprimersi nei sintomi di una vera e propria malattia.

Il corpo è la narrazione della nostra storia e dei nostri vissuti, sia di quelli attuali e relazionali che di quelli antichi e profondi: l’espressione di un viso ci informa sullo stato d’animo della persona che stiamo osservando, così come un corpo rigidamente teso, o ripiegato su sé stesso, ci può comunicare qualcosa sulle sfide che abitualmente lancia o sulle paure da cui costantemente fugge.

Forse per questo un certo stato emotivo può essere definito “stato d’animo”, ovvero una condizione dell’anima, intesa come la dimensione più profonda ma anche più elevata del nostro Sé.

 

Leggere il corpo significa leggere le emozioni che vi hanno transitato a lungo o che lo stanno abitando, ma per leggere quelle emozioni dobbiamo usare le nostre, e quindi conoscerle a fondo, per non rischiare di perdere i confini tra noi e l’altro. 

Ma il ruolo delle emozioni non finisce certo qui. Le emozioni costituiscono sia il tessuto delle nostre esperienze di vita, che il ponte tra noi e l’altro, tra il nostro mondo interiore e il mondo interiore dell’altro.

 “Relazione è Emozione”: sono convinta che tutta la nostra esperienza e la nostra storia di esseri umani sia racchiusa in queste semplici parole.


La nostra vita scaturisce da una relazione: quella tra i nostri genitori biologici.


La nostra identità si sviluppa prima all’interno delle cosiddette relazioni primarie (quelle con i nostri genitori e con le persone che si sono prese cura di noi), poi attraverso le relazioni con i soggetti del mondo “esterno” alla famiglia (scuola, lavoro, gruppi amicali e altri).


La nostra esistenza si sviluppa intrecciandosi, attraverso infinite ramificazioni relazionali, con le esistenze di tutte quelle persone che, stabilmente, temporaneamente o incidentalmente, entrano a far parte della nostra storia.


In quell’intreccio di incontri e relazioni, ognuno di noi si confronta costantemente con l’Altro, scambia informazioni, costruisce significati condivisi, negozia o difende l’unicità della propria posizione.
 

Attraverso la relazione noi attribuiamo senso e significato alla nostra esperienza, interna e esterna.
Ed ognuno di questi incontri, da quelli che ci accompagnano lungo l’arco della vita a quelli brevi, genera in noi una emozione che, se sufficientemente intensa, diverrà una vera e propria ancora per identificare quella esperienza.

 

Quella emozione diviene il sigillo di quella esperienza.

 

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