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THE OTHER SONG . PERSONA, OMBRA O MUSICA?


INTRODUZIONE

Alcune volte ci capita di osservare la stessa cosa o di vivere la stessa esperienza di un'altra persona, ma il modo di percepirla e di descriverla sarà notevolmente diversa. Altre volte, crediamo di non essere d’accordo con il nostro interlocutore perché qualcosa ci impedisce di capire che invece stiamo esprimendo la stessa identica opinione. La realtà, secondo la ragione, dovrebbe essere oggettiva e univoca. Uguale per tutti quindi? Sappiamo che non è cosi.


La realtà è soggettiva perché frutto di ciò che siamo e delle nostre (e non solo nostre) esperienze passate, della nostra famiglia, del nostro conto in banca, del nostro lavoro, delle malattie attuali e pregresse, della nostra forma fisica, degli amici, degli studi… e via discorrendo. Siamo convinti che tutti questi fattori che condizionano la nostra personale visione della realtà, siano in verità esterni a noi, piovuti dal cielo o risultati di azioni compiute da altri oltre che da noi (la casa di famiglia, i soldi dello stipendio, il contagio di un virus, l’incidente d’auto, il vicino maleducato, il padre violento ed altro ancora).


In realtà siamo sempre noi a determinare ciò che siamo, che abbiamo e che facciamo. Ci sono studi autorevoli che lo confermano,soprattutto nel campo della Psicologia Quantistica. Ma allora perché, visto che all’incirca il Mondo è lo stesso per tutti, ci comportiamo e reagiamo in modo tanto diverso tra noi? Quale è il filtro che ci fa vedere le identiche cose cosi diversamente? Basta davvero il bagaglio di esperienze fatte per giustificare il nostro pensiero e le azioni che compiamo? Perché ci sono persone con cui andiamo d’accordo ed altre che proprio non riusciamo a sopportare?


"THE OTHER SONG" OVVERO IL CANTO ESTRANEO IN OMEOPATIA


In Omeopatia, il malato viene curato con particolari medicine chiamate “Rimedi”. I rimedi omeopatici sono preparati utilizzando sostanze presenti in natura diluite enormemente, tanto da non poterne più trovare traccia con una analisi chimica. Senza entrare nei dettagli di come vengano preparati e poi “dinamizzati” possiamo dire che essi agiscono sulla persona riequilibrando lo stato energetico alterato di organi e sistemi organici malati.


La grande virtù terapeutica di un rimedio omeopatico risiede soprattutto nell’azione esplicata in campo mentale e la cui applicazione trova la massima espressione nella cura di gravi patologie croniche che originano da disturbi profondi e sconosciuti allo stesso malato. Le sostanze utilizzate per preparare un rimedio potranno essere di origine vegetale, animale o minerale. L’Energia sarà quindi quella di un vegetale, di un animale, di un minerale con tutte le informazioni in essa contenute.


Durante la visita omeopatica, potremo ascoltare l’Energia dal linguaggio stesso del paziente, solo ad un livello molto profondo e capire che, per esempio, chi ci parla è un minerale piuttosto che un vegetale. Ma per farlo è necessario che l’omeopata abbia una preparazione specifica e sappia adoperare le tecniche di "presa del caso" formulate dal dr. Rajan Sankaran,un grande innovatore nel campo dell’Omeopatia.


Durante una visita può succedere che, dopo un lunghissimo colloquio, il paziente possa cominciare a descrivere situazioni ma soprattutto sensazioni completamente illogiche e senza senso. Questo è il momento in cui si apre una porta in un mondo di totale insensatezza e misterioso per noi umani: è il linguaggio con cui si esprime l’Energia informata del rimedio. Il nostro sentirci “umani” si esprime normalmente con considerazioni, emozioni, false percezioni, illusioni, paure e sogni che ci appartengono come categoria. E’ il suono, la melodia armoniosa che ci accomuna, ci rende riconoscibili e che ci fa sentire normali con noi stessi e con gli altri. Pensate solo alle esperienze ed agli Archetipi che accomunano la razza umana e nei quali noi ci identifichiamo e ci sentiamo al posto giusto o crediamo di capirne la realtà. E’ il canto giusto nel posto giusto.


Però c’è un altro canto che ci risuona dentro e che, in minima o in grande parte, influenza la nostra vita. Risuona di una musica che per noi è una sgradevole dissonanza e vibra a frequenze che non appartengono alla razza umana. Sarebbe il canto giusto se risuonasse in una pianta o forse in un animale o in un minerale, ma dentro di noi proprio non c’entra niente. The other song è il canto di una sostanza che è a noi estranea e che si esprime con il linguaggio della sua specifica fonte.


Potrebbe essere un serpente (Lachesis, Elaps corallinum, Naja,Crotalus, Black Mamba o altri) con la sua competitività perversa, la gelosia, la violenza, la furba loquacità, il sarcasmo e la prevaricazione. Potrebbe essere il fiore Pulsatilla con la sua tenerezza, il pianto facile, l’esigenza di legarsi ad una persona dal carattere forte, la civetteria. Potrebbe essere il cloruro di sodio ( Natrum Muriaticum) con la paura di creare legami sentimentali per non soffrire ancora una volta e cristallizzare la sua capacità di dare, amare e ricevere per trasformarsi in una statua di sale.


Questa melodia sarebbe quella giusta in un altro elemento del Pianeta Terra ma in noi umani risuona in modo cacofonico e per quanto flebile possa essere il suo suono, interferisce con la melodia principale. Proviamo ad immaginare un filtro attraverso il quale vediamo la realtà in tutti i momenti della nostra vita, spesso dalla nascita. Ci modifica i pensieri e le azioni con sfumature delle quali non siamo consapevoli. Colora le nostre emozioni e reazioni sporcandole e rendendoci infelici, frustrati, nervosi, paurosi, arrabbiati e comunque non liberi di essere in armonia con il Mondo intero secondo i canoni naturali della razza umana. The other song ci inquina costantemente l’armonia,la giusta vibrazione, l’energia equilibrata e la Malattia ne sarà l’inevitabile e logica conseguenza.


La domanda che ci sorge spontanea è: “Come facciamo a riconoscere questa disarmonia della nostra coscienza per potercene liberare e proseguire il nostro percorso animico in totale libertà e salute?". Sarà proprio necessario liberarsene o basterà solo riconoscerla?


La Medicina Omeopatica Unicista Hahnemanniana propone di somministrare al paziente una dose del rimedio preparato con la sostanza che si suppone essere più simile alla vibrazione sbagliata dell’altro canto, alieno alla persona. Di fronte ad esso, non si potrà più negarne l’esistenza e si dovrà cominciare a prenderne coscienza. L’atto finale della cura sarà l’incorporazione razionale di quegli aspetti non umani e spesso distruttivi in modo tale da raggiungere un reale cambiamento di se stessi e del modo di relazionarsi all’ambiente circostante in modo lento, dolce e non traumatico. La presa di coscienza avverrà spontaneamente e senza che ci venga spiegato niente. Una volta che il velo è stato tolto, tutto apparirà nuovo e più chiaro.


Osservarsi dentro e riconoscersi per incorporare ed onorare quello che prima non ci piaceva di noi stessi ed evitavamo di guardare. Ognuno di noi mostra di essere sensibile ad alcuni aspetti di altre persone perché manca il coraggio e l’onestà di riconoscerli in noi stessi in quanto sgradevoli e rifiutati dalla società in cui viviamo. Ci sono istinti, emozioni e desideri con i quali quasi ci vergogniamo di confrontarci, ma che comunque fanno parte di noi e che notiamo solo al di fuori. Il concetto di Ombra espresso dalla moderna Psicologia, descrive molto bene l’altro canto, la melodia estranea di quella sostanza non umana ma che comunque fa parte di noi e che in un modo o nell’altro dovremmo prima o poi imparare a riconoscere ed accogliere.


CONCLUSIONI


Questo è un esempio di come discipline scientifiche differenti possano esprimere, sia pure con espressioni diverse e con cure diverse, concetti molto simili. Questo è davvero bello, molto bello! Abbiamo il dovere di amare noi stessi nella nostra interezza e l’Ombra, the other song, va prima di tutto amata. Non è facile ma va amata…il resto è un cielo quasi sereno.



NOTE

Omeopatia: Scienza medica che cura con l’uso di sostanze diluite e dinamizzate sfruttando la Legge dei Simili. Creata nei primissimi anni dell’ 800 da Samuel Hahnemann, oggi è il metodo di cura più utilizzato in alternativa alla medicina allopatica.

Dr. Rajan Sankaran: Illustre medico omeopata indiano, tuttora operante in India ed in varie parti del mondo. Con il suo innovativo sistema di cura basato sulle Sensazioni ed i sette livelli di Energia ha rivoluzionato l’antica cultura omeopatica, suscitando critiche ed entusiasmi . Pur se difficile da usare,la sua tecnica verrà validata e confermata con il tempo e la pratica.

Nicola Gammarrota Biologo analista, studioso ed appassionato di Omeopatia e Floriterapia



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